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Scala di Bristol (tabella): cosa significano i tipi 1–7

Cos’è la Scala di Bristol e cosa significano i tipi 1–7?

La Scala di Bristol è un modo standard (1–7) per descrivere forma e consistenza delle feci: dal tipo 1 (molto duro) al tipo 7 (liquido). Non è un test medico: è un vocabolario utile per rendere il monitoraggio più chiaro e vedere pattern su più giorni (meglio una settimana) invece di giudicare un singolo episodio.

A colpo d'occhio

Tipo Esempio Descrizione
Tipo 1
Scala di Bristol Tipo 1

Palline dure separate.

Spesso un pattern di stitichezza / transito lento (comune con disidratazione o poche fibre).

Tipo 2
Scala di Bristol Tipo 2

A forma di salsiccia, ma grumosa.

Spesso stitichezza lieve (transito ancora lento; può significare che sei un po’ disidratato o con poche fibre).

Tipo 3
Scala di Bristol Tipo 3

A forma di salsiccia con crepe in superficie.

Spesso tipico. Se devi sforzarti, guarda idratazione, routine e fibre: una leva alla volta.

Tipo 4
Scala di Bristol Tipo 4

Liscia, morbida, a forma di serpente.

Spesso la forma più “tipica” e di solito facile da evacuare.

Tipo 5
Scala di Bristol Tipo 5

Pezzi morbidi con bordi netti.

Spesso una giornata di transito più veloce (può succedere con stress, viaggi, cambi di dieta o meno fibre).

Tipo 6
Scala di Bristol Tipo 6

Molle, con bordi frastagliati.

Spesso un pattern di diarrea lieve / irritazione. Traccia urgenza + timing per capire cosa si correla.

Tipo 7
Scala di Bristol Tipo 7

Acquosa, senza parti solide.

Pattern di diarrea. Il rischio di disidratazione conta: se persiste o è severa, fatti valutare.

Punti chiave

  • Pattern > episodio: guarda cosa succede su 7 giorni, non su 1 giorno.
  • I tipi 1–2 stanno spesso sul lato “transito lento/stitichezza”; i tipi 6–7 sul lato “transito rapido/diarrea”.
  • Molte fonti descrivono i tipi 3–4 come “tipici”, ma per te conta soprattutto il punto di partenza.
  • La Scala di Bristol è un vocabolario, non una diagnosi: sintomi e persistenza contano più del numero.

Passi

  1. Scegli il tipo Bristol (1–7) più vicino.
  2. Aggiungi orario + frequenza.
  3. Tagga 1–2 fattori plausibili (es. fibre, caffeina, latticini).
  4. Rivedi il trend su 7 giorni, poi testa una variabile alla volta.

Attenzioni e falsi miti

  • Un singolo episodio “strano” conta poco: quello che conta è la persistenza rispetto al tuo punto di partenza.
  • Non serve distinguere perfettamente tra tipo 4 e 5: scegli il più vicino e resta coerente.
  • La scala non fa diagnosi: se ci sono segnali d’allarme, vale la valutazione medica.

Note di sicurezza

  • Fatti valutare se vedi sangue, feci nere/catramose, dolore intenso, febbre, svenimenti o perdita di peso inspiegabile.
  • Un cambiamento improvviso e persistente dal tuo punto di partenza (soprattutto con sintomi notturni) è più importante del numero.

Cosa tracciare

  • Tipo Bristol (1–7) + orario
  • Frequenza
  • 1–2 sintomi se rilevanti (dolore, urgenza, gonfiore)
  • Possibili fattori: fibre, timing caffeina, latticini, dolcificanti/polioli, nuovi farmaci/integratori

Come StoolSense aiuta

La scala da sola è scomoda

È utile, ma nella vita reale capita di chiedersi “è un 4 o un 5?”, “cosa ho mangiato due giorni fa?”, “sto migliorando davvero o è una sensazione?”.

Etichettatura guidata (tu confermi)

Scatti (o descrivi) → StoolSense suggerisce tipo + colore → tu tocchi “conferma / correggi”. Risultato: meno frizione, più coerenza, meno “boh”.

Diario “dentro e fuori”

In pochi secondi registri cosa metti dentro (cibo, caffè, integratori) e cosa esce fuori (tipo, urgenza, sintomi) senza trasformarlo in un lavoro.

Smart Analysis, prudente ma verificabile

Dopo un po’ di dati, riassume pattern con date e conteggi (es. “nei giorni con X compare più spesso Y”). Così capisci se è un trend o solo un’impressione.

Nota importante

StoolSense è pensato per monitoraggio educativo, non diagnosi.

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Come leggere la tabella della Scala di Bristol (tipi 1–7)

Nella sezione “A colpo d’occhio” trovi la tabella con i 7 tipi. Per interpretarla velocemente:

  • Tipi 1–2: spesso stanno sul lato “transito lento/stitichezza” (più duro, più sforzo).
  • Tipi 3–4: spesso descritti come forme “tipiche” e più stabili per molte persone.
  • Tipi 5–7: spesso stanno sul lato “transito rapido/diarrea” (più morbido, più urgenza).

Due dettagli pratici che aiutano davvero:

  • Tra tipo 4 e tipo 5: se non sei sicuro, scegli quello più vicino e resta coerente per 1–2 settimane. L’obiettivo è vedere trend, non “azzeccare l’esatto”.
  • Guarda il tuo punto di partenza: se di solito sei 3–4, un passaggio a 6–7 per più giorni è più informativo del singolo episodio.

Cosa può far cambiare il tipo (senza fare diagnosi)

Le feci cambiano spesso per motivi banali (e temporanei). Alcuni esempi comuni:

Il punto non è “colpevolizzare un cibo”. Il punto è: osservare cosa si ripete.

Esempio pratico: baseline di 7 giorni + un test

Se vuoi usarla “bene” senza complicarti la vita, fai così:

  1. 7 giorni di baseline: logga tipo + orario + 1–2 tag (non di più).
  2. Scegli una sola variabile: es. spostare la caffeina, aumentare le fibre, pausa latticini.
  3. Confronta prima/dopo: cercando differenze ripetute (più spesso 1–2? più spesso 6–7? più urgenza?).

Per una guida completa su “come testare” in modo pulito: Come capire i tuoi trigger alimentari (metodo di 7 giorni).

Quando vale la pena farsi valutare

La Scala di Bristol non sostituisce una valutazione medica. Se compaiono segnali d’allarme (es. sangue, feci nere/catramose, dolore intenso, febbre, disidratazione, perdita di peso) o un cambio marcato e persistente rispetto al tuo punto di partenza, ha senso contattare un professionista.

Domande frequenti

Cos’è la Scala di Bristol? +
Una scala in 7 tipi che descrive la forma delle feci da 1 (dura) a 7 (liquida). Serve per parlare di trend in modo chiaro.
Quali tipi sono “ideali”? +
Molte fonti descrivono i tipi 3–4 come i più tipici. Qui però conta soprattutto il tuo punto di partenza: osserva i cambiamenti sostenuti.
Quali tipi indicano stitichezza o diarrea? +
In generale, i tipi 1–2 sono spesso associati a transito lento/stitichezza, mentre i tipi 6–7 a transito più rapido/diarrea. Il contesto e i sintomi contano più del singolo numero.
Perché il mio tipo cambia da un giorno all’altro? +
Idratazione, fibre, stress/sonno, viaggi, farmaci/integratori e fattori (caffeina, latticini, polioli) possono spostare il transito. Testa una variabile alla volta.
Devo distinguere perfettamente tra tipo 4 e tipo 5? +
No. Se sei spesso “a metà”, scegli la categoria più vicina e resta coerente. Per capire i pattern, la coerenza nel tempo conta più della precisione assoluta.
Quanto tempo devo monitorare per capire qualcosa? +
Come base, 7 giorni danno già un’idea di frequenza, timing e tipi più comuni. Poi testa una variabile alla volta (es. caffeina, fibre, latticini) e confronta prima/dopo.

Fonti

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