StoolSense

Trigger

Come capire i tuoi trigger alimentari (senza eliminare tutto)

Come posso capire i miei trigger alimentari senza finire a mangiare solo riso e pollo?

I “trigger” non sono cibi cattivi: sono cibi (o dosi) che per te, in modo abbastanza ripetibile, spostano consistenza, urgenza, gonfiore o dolore. L’errore classico è andare a intuito e poi tagliare mezza dieta “per sicurezza”. Una strada più sensata è: definire cosa significa “trigger” per te, fare una settimana base, poi testare una variabile alla volta. Se hai provato a tracciare tutto e ti sei stancato dopo due giorni, normale: è uno dei motivi per cui abbiamo creato StoolSense, per rendere leggero il monitoraggio (tipo Bristol + pochi tag) e confrontare le settimane senza basarsi sulla memoria. Se compaiono segnali d’allarme (sangue, feci nere/catramose, dolore intenso, febbre, vomito ripetuto, svenimenti, disidratazione o perdita di peso inspiegabile), fatti valutare.

Illustrazione che mostra l'identificazione dei trigger alimentari: tracciare i pattern delle feci, fare una settimana base e testare un cibo alla volta

Punti chiave

  • Scegli 1–2 metriche che riesci a registrare davvero (tipo Bristol + urgenza basta a molti).
  • Fai una settimana base prima di “aggiustare” tutto: riduce i falsi positivi.
  • Testa un sospetto per 7 giorni e poi conferma con una reintroduzione.

Attenzioni e falsi miti

  • Cambiare più cose insieme (dieta + integratori + caffè + fibre) rende il risultato illeggibile.
  • La “paura del cibo” e la restrizione cronica possono peggiorare qualità di vita; la reintroduzione fa parte del metodo.
  • Se sospetti celiachia, parla con un medico prima di togliere il glutine (i test possono essere falsati).

Note di sicurezza

  • Fatti valutare se vedi sangue, feci nere/catramose, dolore intenso, febbre, vomito ripetuto, svenimenti, disidratazione o perdita di peso inspiegabile.
  • Sintomi notturni, peggioramento rapido o diarrea persistente/perdita di peso meritano valutazione clinica.

Cosa tracciare

  • Tipo Bristol (1–7) + orario
  • Urgenza (nessuna / lieve / “devo correre”)
  • Dolore/crampi (0–10) e gonfiore (0–10)
  • Tag: lattosio/latticini, timing del caffè, piccante, alcol, polioli/dolcificanti, fibre
  • Confondenti: stress, sonno scarso, viaggi, malattia, nuovi farmaci/integratori

Come StoolSense aiuta

Vuoi etichette coerenti (tipo Bristol) senza dover scrivere diari lunghi.

Vuoi tag semplici e ricercabili per confrontare “settimane con lattosio” vs “settimane senza”.

Vuoi un riassunto prima/dopo alla fine di un test di 7 giorni.

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TL;DR

Se stai cercando di capire “che cosa mi ha fatto male”, non iniziare eliminando tutto.

Un metodo più sostenibile:

  1. Scegli 1–2 metriche che riesci a tracciare (tipo Bristol + urgenza basta spesso).
  2. Fai una settimana base (non cambiare dieta).
  3. Testa un sospetto per 7 giorni.
  4. Se migliori, conferma con una reintroduzione.

Qui StoolSense è utile perché rende il monitoraggio breve e coerente: poche cose fatte bene, ogni giorno.

Passo 0: Definisci cosa significa “trigger” (scegli 1–2 metriche)

Scegli risultati che riesci a registrare con costanza.

Metriche utili:

  • Consistenza (Scala di Bristol 1–7)
  • Frequenza
  • Urgenza
  • Dolore/crampi (0–10)
  • Gonfiore (0–10)

Passo 1: Settimana base (7 giorni, senza cambiare dieta)

Per 7 giorni non cercare di “aggiustare” niente. Osserva.

Registra:

  • Pasti (bastano tag semplici)
  • Orario + tipo Bristol
  • Sintomi (urgenza, dolore, gonfiore)
  • Confondenti: stress, sonno, viaggi, malattia, nuovi farmaci/integratori

La settimana base serve proprio a non attribuire colpe al pasto sbagliato nel momento sbagliato.

Passo 2: Lista sospetti breve (max 3)

Scegli in base al pattern.

Se sei spesso molle o urgente

Sospetti comuni:

  • Lattosio (se lo malassorbi)
  • Caffè (soprattutto a digiuno)
  • Alcol
  • Piccante
  • Polioli/dolcificanti (spesso nei prodotti “senza zucchero”)

Se sei spesso stitico o Tipo 1–2

Sospetti comuni:

  • Poche fibre (o grandi sbalzi di fibre)
  • Pochi liquidi (specie se aumenti le fibre)
  • Routine che cambia spesso (sonno, viaggi, orari)
  • A volte pattern con latticini (molto personale)

Passo 3: Test di eliminazione “una sola cosa” (7 giorni)

Questo è il cuore: cambi una cosa e guardi cosa succede.

Regole:

  • Tieni il resto della dieta il più stabile possibile
  • Orari simili
  • Non introdurre integratori nuovi a metà test
  • Traccia ogni giorno (meglio breve che perfetto)

Esempi di test puliti:

  • Lattosio: latticini con lattosio → senza lattosio (stessi pasti)
  • Polioli: stop a gomme/caramelle/protein bar con sorbitolo/mannitolo/xilitolo
  • Caffè: metà dose o caffè dopo colazione
  • Piccante: “basso e stabile” per 7 giorni

Passo 4: Conferma con reintroduzione (non saltarla)

Se migliori durante l’eliminazione, conferma che non sia stato caso.

Una reintroduzione semplice:

  • Giorno 1: dose piccola
  • Giorno 2: dose media
  • Giorno 3: dose più alta

Se i sintomi tornano in modo dose-dipendente, il segnale è più forte.

Passo 5: Evita la trappola della restrizione

Restrizione breve per imparare: ok.

Restrizione lunga “per paura”: spesso no.

Mentalità:

  • restringi per imparare
  • reintroduci per mantenere varietà
  • tieni solo il minimo set di trigger dimostrati

Se stai tagliando gruppi grandi (latticini, cereali, legumi) a lungo termine, valuta un supporto dietistico.

Template “Trigger Food Test” (copy/paste)

Le mie 2 metriche: ________ e ________

Cibo sospetto: ________

Durata: 7 giorni eliminazione + 3 giorni reintroduzione

Ogni giorno:

  • Pasti + tag:
  • Evacuazione (orario + tipo):
  • Sintomi (0–10):
  • Confondenti (sonno/stress/viaggi/malattia/farmaci):

Decisione:

  • Miglioramento in eliminazione? S/N
  • Sintomi tornano in reintroduzione? S/N
  • Conclusione: evita / riduci dose / probabilmente non è un trigger

Ultima cosa: la memoria non è un buon diario

Dopo una giornata storta è facile puntare il dito contro l’ultimo pasto.

Un monitoraggio minimo ma coerente ti aiuta a passare da “secondo me era…” a “questo pattern si ripete davvero — e il prossimo test pulito è…”.

Se vuoi iniziare in modo guidato:

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per capire un trigger? +
Spesso basta 7–10 giorni se fai un test pulito: settimana base, poi una settimana con un solo cambiamento. Se migliori, conferma con una reintroduzione breve: serve a evitare che sia stata solo coincidenza.
Devo fare una dieta di eliminazione completa? +
Di solito no. Molte persone ottengono risposte più chiare testando un sospetto alla volta (lattosio, polioli, timing del caffè, piccante), tenendo il resto stabile.
E se ho IBS (colon irritabile)? +
Con IBS spesso contano dose e timing. Il metodo resta lo stesso: scegli una metrica, fai la settimana base, poi testa una leva per volta. Se i sintomi sono intensi o persistenti, coinvolgi un medico o un dietista.

Fonti

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