Ti svegli, bevi il caffè, e arriva l’urgenza entro un’ora. Succede lunedì, mercoledì, venerdì… e inizi a costruire tutta la mattina intorno a quel rischio.
È proprio lì che il timing diventa utile: non per “ottimizzare la vita”, ma per capire se esiste un pattern ripetibile che puoi testare.
In breve (at a glance)
Cosa ti fa vedere davvero il timing
Se aggiungi una sola cosa oltre al tipo Bristol, aggiungi quando succede.
Esempi di pattern azionabili:
- “Urgenza entro 30–60 minuti dal caffè a stomaco vuoto.”
- “Zero evacuazioni nei giorni di viaggio + poca acqua.”
- “Tipo 1–2 dopo due notti con poco sonno.”
Un test di 7 giorni (una modifica alla volta)
Scegli una piccola modifica da testare per una settimana:
- Caffè dopo colazione. Spesso è la prima mossa più prudente.
- Finestra colazione più costante. Stessi 60–90 minuti ogni giorno.
- Breve camminata dopo i pasti. Anche 10 minuti bastano per alcune persone.
- Idratazione più costante. Per non confondere disidratazione con “cibo sbagliato”.
Tieni il resto il più stabile possibile.
“Ricetta” routine mattino (test opzionale)
Se vuoi un’opzione semplice “fai così e poi confronta la settimana”, prova per 7 giorni:
- sveglia
- acqua
- colazione (nella tua finestra abituale)
- caffè dopo il primo boccone
- 10 minuti di camminata (o movimento leggero)
Non è una regola per sempre: è un test pulito.
Cosa tracciare
- tipo Bristol + frequenza
- orario primo pasto + primo caffè
- urgenza (sì/no) e comfort 0–10
- 1–3 sintomi se rilevanti (dolore, gonfiore, nausea)
- confondenti: nuovi farmaci/integratori, viaggi, grandi cambi di sonno/stress
Cosa conta come segnale?
“Meglio” dovrebbe essere misurabile.
Esempi:
- Mattine con urgenza scendono da 4/7 → 1/7
- Mattine tipo 6–7 scendono da 3–4/7 → 0–1/7
- La prima evacuazione si sposta verso una finestra più prevedibile
Promemoria sicurezza
Fatti valutare (urgente se severo) per:
- sangue o feci nere/catramose
- dolore importante o in peggioramento
- febbre, vomito, svenimenti, disidratazione
- perdita di peso inspiegabile